AHAHHAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHAAAHHHHHH
MI MANCHI!!!
AHAHHAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHAAAHHHHHH
MI MANCHI!!!
Music: Emma Shapplin - Spente le stelle
Quando vai a camminare in montagna capita di trovarsi a camminare “in costa”, e ti ritrovi ad ammirare il panorama che da un lato può offrire, come mi è capitato domenica, una splendida vallata, verde, punteggiata di mughi e pini, con casette sparse qua e là e dall’altro lato invece il lago, coperto di quella tipica foschia data dal calore e dall’umidità.
E mi ritrovo a pensare alla vita e a come a volte ci pone sui crinali, e come devi decidere da che parte andare quando sarà il momento del bivio, e che in ogni caso, qualsiasi lato tu scelga sarà sempre e comunque quello che in quel momento ritenevi il sentiero giusto. Certo certi sentieri sono più impervi ed altri più comodi, io spesso mi sono ritrovato su sentieri duri e faticosi e ancora mi chiedo ma forse ho fatto le scelte giuste? E sempre mi rispondo che SI in quel momento ho fatto la scelta che ritenevo migliore anche se poi me ne sono pentito e ci sono stato male ed ho pianto, ma ripensandoci ora che alcune cose sono superate ed altre in fase di superamento mi vien da sorridere, quante ne ho passate, se guardo la strada fatta, gli ostacoli superati, le salite, le intemperie, i dolori alle articolazioni sollecitate da passi troppo lunghi…. O me, che grande e forte sono in tutta la mia debolezza!

Il tempo passa e la vita mi scorre tra le dita tra mille cose da fare e la poca voglia di farne la metà, alcune cose mi danno molta soddisfazione come l’associazione di volontariato di cui faccio parte o la scuola di shiatsu, mentre invece non riesco a riscuotermi dall’apatia per le cose quotidiane che mi servono per tornare ad ornare il giardino della mia anima.
Mi sento, a volte e non sempre, svuotato, stanco e senza motivazioni, poi fortunatamente mi accorgo della bellezza attorno a me, sento il profumo dei fiori, vedo un tramonto o ascolto buona musica e la vita si riprende ciò che è doveroso e torno ad essere.
Quante cose ancora ci stanno nel mio barattolo.
Chiuso dentro ad un barattolo
sono stato chiuso in un barattolo
per vent'anni e trentamila secoli
di qua' di la'
di qua' di la'
Preso a calci dentro a quel barattolo
mentre il mondo fuori andava a rotoli
per vent'anni e trentamila secoli
di qua' di la'
di qua' di la'
Ehi amico dammi l'apriscatole
sono stanco d'essere un giocattolo
…..
Perche' ti nascondi dai vieni qui
giochiamo un po' impariamo anche
se tu lo vuoi a ridere
sai cos'e' che non va
chiudere in scatola la liberta'
non ci sto vado via cerchiamo scampo
nella fantasia
……….
R. Zero
Ieri sera pizza con due amiche, di quelle amiche con cui a causa delle cose della vita purtroppo ci si vede poco ma con le quali si ha quel feeling dovuto anche alla conoscenza da lungo tempo e dalle cose passate assieme. Bella serata che mi lascia con 3 nuovi modi di dire:
- Non hai ucciso nessuno, non c'è motivo di sentirti in colpa!
- basta bottiglie di latte con la data di scadenza!
- ops... non lo ricordo... Help appena viene aggiorno il post.
- (aggiornamento) non siamo tutti uguali.
Colazione: pezzi del mio cuore inzuppati nella tazza dei ricordi e delle emozioni.
Pranzo: insalata di pensieri con cubetti di consapevolezza e pezzetti di immagini dei tuoi occhi, il tutto condito con le ultime gocce d’amore rimaste.
Cena: Sfilacci di sorrisi saltati in padella con contorno di parole dette e non dette.
Piccolo.
Già, molto piccolo, direi quasi invisibile.
Anzi, proprio invisibile.
Così mi sento, così mi vedo, così mi percepisco.
Perché piccolo? Perché vedo i miei problemi, le mie ansie, le mie incertezze come cose tanto grandi, ma nella realtà, guardando con occhi aperti il mondo che mi circonda, guardando quanta infelicità c'è nelle persone, quante persone soffrono per malattie, per fame, per problemi ben più grandi dei miei mi sento piccolo.
Che diritto ho di sentirmi infelice solo perché soffro per amore mentre altre persone nel mondo non riescono nemmeno a soddisfare i loro bisogni primari? Quanti bimbi sono privati della speranza, già siamo riusciti a toglier loro persino la speranza, per una vita migliore in cui il principale problema non sia più mangiare?
Posso trovare dentro me tutte le motivazioni per giustificare il mio stato d'animo, ma con che diritto poi posso chiamarmi essere umano e pormi al di sopra degli animali?
Certo la natura fa il suo corso e da sempre il più forte vince sul più debole, ma dove sta scritto che io sia il più forte? E' forse una prerogativa dell'uomo occidentale essere più forte o migliore di un altro uomo nato in un paese del terzo mondo?
Con quale facilità a volte si riesce a scaricare la propria coscienza dandosi al volontariato, il dedicarsi agli altri è una cosa molto gratificante ma poi se quando vado a fare la spesa, quando mi cucino la pasta, mi faccio un caffè, mi faccio un bagno non penso che tutte queste possibilità sono un "dono" e che nel mondo tanta gente le può solamente sognare, e non vivo appieno questa mia fortuna non vanifico forse tutta la mia empatia perché non riesco a dare significato a momenti quotidiani della vita? Vivere l'attimo non è forse rendersi conto di tutto quanto ci circonda ed assaporare tutto?
Amare, questa può essere l'unica soluzione, amare ogni cosa, ogni istante, ogni sguardo incrociato, sorriso stirato, smorfia, dolore, emozione. Amare me stesso per amare gli altri!!