Mi sono arreso,
dopo anni e anni a difenderne l’unicità,
dando spiegazioni troppo spesso richieste ma non capite,
rifiutando di uniformarmi,
rifiutando di essere nella tribù,
coccolando questa differenza,
attribuendole di volta in volta motivazioni politiche, socioculturali, spiritualreligiose,
alla fine, stamane, allo specchio, guardandomi, ho capito,
è tempo di cedere, accettare di essere come tutti,
ed allora ho preso il rasoio e l’ho tagliata, ora non c’è più,
ora sono più simmetrico, più plastificato, più come gli altri.
Addio mia vecchia basetta, forse un giorno ti farò ricrescere, orgogliosa di essere, sola,
pennacchio di individualità sul mio viso.
Cose varie e di varia natura si agitano, tempi che cambiano, sorrisi che si tramutano in ghigni, carezze pesanti come pietre e parole lievi come piume ma taglienti come rasoi. Male, dolore, delusione …”…Non so dove trovarti, Non so dove cercarti, Ma sento una voce che Nel vento parla di te..." L’alba rossa dietro le nubi è una promessa di libertà, le foglie sotto i piedi scricchiolano come pezzi di vetro che riflettono la mia anima. “…Le notti senza pelle,I sogni senza stelle, Immagini del tuo viso, Che passano all' improvviso, Mi fanno sperare ancora, Che ti troverò….” Rimpianti e rimorsi si rincorrono sul tavolo del gioco dell’oca, occhi stanchi si chiudono nella speranza di riaprirsi al nuovo giorno, nulla è scontato tutto caro e da conquistare. Ogni giorno lo specchio riflette qualcun altro, ma dove sono finito? E tu chi sei? Dov’è la spensieratezza, dove sono la voglia di giocare e scherzare? Perdita di identità, perdita di importanze… perdita?? Importanze.
La cipolla
La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla - cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.
La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi - grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.