martedì, 29 gennaio 2008
abbraccio di KlimtGià... non basta mai.... un abbraccio può essere la comunione di due anime, il ritrovare "casa", la forza vitale che ci spinge ad andare avanti, la differeza tra una lite ed una discussione...
Abbracciamoci dai...
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categoria:di me
giovedì, 20 dicembre 2007
Se ti poni con il viso in direzione del sole l'ombra cadrà alle tue spalle. 
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categoria:di me
martedì, 18 dicembre 2007

Mi sono arreso,

dopo anni e anni a difenderne l’unicità,

dando spiegazioni troppo spesso richieste ma non capite,

rifiutando di uniformarmi,

rifiutando di essere nella tribù,

coccolando questa differenza,

attribuendole di volta in volta motivazioni politiche, socioculturali, spiritualreligiose,

alla fine, stamane, allo specchio, guardandomi, ho capito,

è tempo di cedere, accettare di essere come tutti,

ed allora ho preso il rasoio e l’ho tagliata, ora non c’è più,

ora sono più simmetrico, più plastificato, più come gli altri.

Addio mia vecchia basetta, forse un giorno ti farò ricrescere, orgogliosa di essere, sola,

pennacchio di individualità sul mio viso.

postato da: ioforseio alle ore 09:10 | Permalink | commenti (6)
categoria:riflessioni, vivendo, di me
mercoledì, 05 dicembre 2007

Cose varie e di varia natura si agitano, tempi che cambiano, sorrisi che si tramutano in ghigni, carezze pesanti come pietre e parole lievi come piume ma taglienti come rasoi. Male, dolore, delusione …”…Non so dove trovarti, Non so dove cercarti, Ma sento una voce che Nel vento parla di te..." L’alba rossa dietro le nubi è una promessa di libertà, le foglie sotto i piedi scricchiolano come pezzi di vetro che riflettono la mia anima. “…Le notti senza pelle,I sogni senza stelle, Immagini del tuo viso, Che passano all' improvviso, Mi fanno sperare ancora, Che ti troverò….” Rimpianti e rimorsi si rincorrono sul tavolo del gioco dell’oca, occhi stanchi si chiudono nella speranza di riaprirsi al nuovo giorno, nulla è scontato tutto caro e da conquistare. Ogni giorno lo specchio riflette qualcun altro, ma dove sono finito? E tu chi sei? Dov’è la spensieratezza, dove sono la voglia di giocare e scherzare? Perdita di identità, perdita di importanze… perdita?? Importanze.

La cipolla

La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla - cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.

La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi - grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.

Wislawa Szymborska
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categoria:di me
martedì, 30 ottobre 2007

... essere, a volte solo questo mi interessa. Passare una serata a fare le prove di uno spettacolo per poi finire in birreria a rovinarsi con patatine e anelli di cipolla fritti... poco alcol, devo guidare, e poi 50 km in macchina solo a lasciare sfuggire il pensiero, le note sfuggono dall'autoradio e le gocce (poche) che scendono mi fanno tenerezza, poverine spiaccicate sul mio parabrezza, spazzate via da un tergicristallo per poi forse finalmente ricongiungersi a quelle più fortunate cadute direttamente in un prato o sopra un albero o in un lago.... si se fossi una goccia di pioggia non vorrei cadere su una macchina, la testa di una persona si, una macchina no... essere, pensare ai tuoi occhi color del miele, abbracciati sotto le coperte, il respiro si fa pesante, dormi, dormi, ci sono io che veglio per te... essere, mio nipote che mi chiama zio "tello", che grande il piccolo... essere, devo cambiare lavoro, ma cosa sono io, sono forse ciò che faccio? Qualcuno quando si presenta si qualifica, io no, non l'ho mai fatto non sono ciò che faccio ma faccio ogni giorno ciò che sono... essere...

Music: stavolta una musica che non c'entra un tubo ma che avevo voglia di ascoltare...

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categoria:riflessioni, vivendo, di me, per me
lunedì, 08 ottobre 2007

Quante volte ancora, prima di imparare? quante? il naso non va sbattuto a terra o contro porte chiuse o contro vetri che se anche non si vedono ci sono, è una parte delicata, si lo so, mi conosco, come S. Tommaso devo infilarlo dappertutto, ma poi andarci anche a sbattere, no, questo no.... E' ora di finiamola! La lezione l'ho ascoltata innumerevoli volte, il prof ormai si chiede se sono ancora lì perchè sono cretino o se sono morto. No, non dà ripetizioni private o impari o ciccia, e finora ciccia.... Beh, è come uno specchio, lo specchio è un oggetto diverso da me, ma quello che si riflette quando mi ci guardo sono io o sono solo l'immagine di quanto credo di essere, uff ancora non l'ho capito e nemmeno per questo si danno ripetizioni... Certo che guardandomi al famoso specchio mi sento tanto Cyrano od un clown con il naso così arrossato.... mica male.... penso proprio che continuerò a sbatterci il naso...

 

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categoria:di me
lunedì, 01 ottobre 2007
Ops

blade runner

"La lampada che arde con il doppio di splendore brucia in metà tempo. E tu hai sempre bruciato la tua candela da due parti". Ecco così mi sento, consumato, “in un mondo di corsa meglio mettersi le scarpe da ginnastica” scrissi tempo addietro, beh è come se ne avessi consumato tonnellate di scarpe ed ancora la vita mi chiedesse di consumarne. Sono stanco, sempre correre, sempre dire, fare, baciare lettera e testamento…. Parole a raffica escono da dita agili, incespicano sul senso, si rialzano, guardano meglio il foglio bianco per poi prendendo vita osservarmi con fare stupito, ma sei tu che ci scrivi? Ma allora non siamo vive da sole o forse esistiamo già e tu solo ci aiuti ad emergere dal bianco inserendo del colore nei binari della nostra esistenza. Ehi tu hai finito? è ora, vieni, seguici… e come un bimbo mi tuffo nel foglio bianco, mi guardo attorno, sento la pace asettica di un mondo incantato in cui tutte le possibilità sono lì, alla portata del mio tocco, sorrido, sento la musica che mi culla… si grazie il 42 , no, non solo bianche, quelle con le righe blu …. E pagando le mie scarpe nuove sorrido, c’è tempo per fermarsi.
On air: MCR - Mama Africa
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lunedì, 17 settembre 2007

Music: Procol Harum - A whiter shade of pale 

E con ciò, che me ne frega, tanto poi la vita trova sempre uno spiraglio da cui fluire, segui il flusso bello mio, non ti devi far trascinare ma nemmeno devi opporti, semplicemente capisci la strada e percorrila fino in fondo. Gli stimoli alle variazioni sul tema dato arrivano in svariati modi  con tempi tutti loro. Tira i dadi e guarda se è pari o dispari, non è questione di vincere o perdere ma solo di modificare il presente per cambiare il futuro. Anche se come disse Ruggeri “…il futuro è un ipotesi, forse il prossimo alibi…”

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categoria:di me
venerdì, 31 agosto 2007

On air: Gli Alunni Del Sole - Liù

quercia

A volte se guardo un albero con un ramo allungato vero l'esterno mi par quasi un dito che mi indica la via, poi si può scegliere se intraprendere la strada indicata o sceglierne un'altra che tanto poi tutte portano allo stesso posto, a fare cose che ci servono per crescere e capire quello che ancora non si era capito perché nulla muore ma tutto si trasforma.

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categoria:dedicato, di me, grazie a te
martedì, 31 luglio 2007

Esser vivi è cosi faticoso… a volte vorrei addormentarmi e lasciarmi cullare dai sogni e risvegliarmi in un quadro pieno di colori e serenità, dove tutto sia “naturale”, dove non ci sia giudizio, non ci siano aspettative. E guardo il fondo dell’abisso, che attrattiva, che nero magnetico, come un gorgo che risucchia ed attrae, poi, con uno sforzo prendo il filo di lana colorata appeso a quella stella lassù, e lentamente alzo lo sguardo, è così bello il cielo stellato, e l’alba di un nuovo giorno mi rinnova e rigenera. Tanto so che domani o dopodomani tornerò a scrutare l’abisso in attesa di tuffarmici dentro alla scoperta di una nuova “vita”.

 

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

 

E.Lee Masters – George Gray

Non ho voglia di foto, non ho voglia di musica, post nudo....

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categoria:vivendo, di me